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lunedì 25 marzo 2013

La direzione del PD ed il paradosso della trasparenza

Il 25 marzo 2013, alle ore 19.00 circa (ovvero poco fa), si è tenuta la Direzione nazionale del Partito Democratico, a poche ore dall'inizio della seconda parte (quella politica) delle consultazioni di Bersani necessarie a portare a termine il mandato "esplorativo" affidatogli dal Presidente Napolitano.
Negli ultimi giorni, Bersani ha incontrato le Parti Sociali, ufficialmente per elaborare e mettere a punto il suo "Programma di Governo", ufficiosamente e nei fatti (visto che non si intravedono modifiche agli "otto punti" varati subito dopo la batosta elettorale) per prendere tempo in attesa di incontrare PDL, Montiani e Grillini.
La partita si era complicata sin da subito e, già nelle prime ore successive all'investitura presidenziale, dentro il partito di Bersani era salita, silenziosa, strisciante, ma pericolosissima una fronda pronta a scavargli la terra sotto i piedi: di fronte all'improbabilità di successo, infatti, i renziani (tramite Delrio) hanno cominciato a spingere per l'alleanza con il PDL e questa cosa non è piaciuta affatto a Bersani che, attraverso il suo fidato portavoce Fassina (sì, signori, i Portavoce mica ce li ha solo Grillo ed il Movimento 5 Stelle...), ha tuonato per l'unità del partito.
Graziano Delrio
Stefano Fassina con Pierluigi Bersani
In mezzo a queste tensioni, e forse per depotenziarle e ri-confermare il mandato del Partito al suo Segretario (ma quante volte bisogna confermarlo 'sto mandato e 'st'appoggio ?!?!), questa sera si è tenuta la Direzione Nazionale che, in ossequio alla trasparenza grillina (anzi, come risposta alle accuse che quotidianamente stillano del Blog del Beppe nazionale) è stata tenuta in religiosa diretta streaming.
Ora, ve lo devo dire: lo streaming è stata una scelta veramente suicida.
La Direzione si è svolta, in sintesi così:
  • Enrico Letta
    Enrico Letta, vice di Bersani, ha fatto una prima relazione generica, ricordando quello che tutti sappiano: i profili del mandato di Napolitano, l'impossibilità di allearsi con Berlusconi (soprattutto dopo la manifestazione di Piazza del Popolo), la crisi che avanza e la necessità di dare un Governo al Paese ("ad ogni costo", direbbero i Sindacati)
  • alla fine dell'intervento di Letta, Rosy Bindi (che presiede la Direzione), un po' imbarazzata, comunica che ha un solo (anzi no... due) iscritti a parlare, e dà la parola alla prima
  • la componente della Direzione che si è iscritta a parlare (non chiedetemi come si chiama, non me lo ricordo) inizia il suo intervento, mentre si percepisce un certo disagio in sala
  • Rosy Bindi
  • concluso il primo intervento, Bindi sta per dare la parola al secondo iscritto, ma interrompe la sequela perché Franco Marini chiede di intervenire "sull'Ordine dei Lavori" (per chi non lo sapesse, è un normale istituto che viene utilizzato per sovvertire l'ordine degli interventi e inserire un elemento di novità che si reputa indispensabile: chiunque abbia frequentato una seduta di un qualsiasi Consiglio Comunale lo sa benissimo....)
  • Marini nella sostanza dice:
    "Bello l'intervento della compagna. Però signori, che siamo diventati scemi? Vi pare il momento di mettersi a parlare di contenuti e di aprire un dibattito.
    Franco Marini

    Qua la barca affonda anche senza che ci mettiamo pure noi.
    Quindi propongo di chiuderla qui. Ci sarà modo di parlare dopo
    [a porte chiuse. ndr]. Ora sentiamo Bersani, diciamogli che è tutti noi e sciogliamoci il prima possibile"
  • Bindi, dopo qualche timido applauso, considera la proposta di Marino come "saggia", evita di dare la parola agli altri iscritti a parlare, chiede al Segretario Bersani di chiudere e (anche se non si è visto) tira un bel sospiro di sollievo
  • Bersani mette in croce due parole, ma un solo concetto (già sapete tutto: non vi devo dire niente, vero?), et voilà, la Direzione è tolta.

Che conclusione se ne trae da tutto ciò?

Beh, non è difficile. Il Partito è spaccato. Ci sarebbe dovuta essere una tempesta, ma Renzi, probabilmente a causa dello streaming ("non si possono far volare gli stracci in piazza"), deserta la Direzione e tutti gli altri intervenuti preferiscono fare la figura delle comparse piuttosto che mostrare alla rete la loro frattura.
La sensazione complessiva, per dirla alla Grillo, è di una assemblea "onirica" ed ectoplasmatica, ovvero di una "riunione di fantasmi".
Pierluigi Bersani e Rosy Bindi
Caro PD, la comunicazione è una cosa seria. Se non sai che dire o non puoi parlare con una voce chiara, semplice ed univoca, è meglio rimanere in silenzio. Perché, se è vero che il silenzio non fa aumentare i voti (l'ultima campagna elettorale insegna), almeno non li fa perdere.
Va bene essere trasparenti, ma fare diventare questa paralo l'arma del suicidio mi pare veramente indecoroso.

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