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mercoledì 21 novembre 2012

Redditest ed Accertamento Sintetico: ecco le novità per la lotta all'evasione


E’ stato svelato dall’Agenzia delle Entrate il funzionamento del tanto atteso «redditest»: il software per l’auto-diagnosi della coerenza fiscale illustrato ieri alle associazioni di categoria e ai professionisti in un incontro riservato e che, da questa mattina, si può scaricare online, dal sito dell’Agenzia delle Entrate, direttamente sul proprio pc senza lasciare alcuna traccia sul web.
Durante l’incontro, inoltre, è stato illustrato il nuovo accertamento sintetico (c.d. nuovo redditometro), che sarà utilizzato dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate per i controlli relativi al periodo d’imposta 2009 e successivi.

Il ReddiTest

Il ReddiTest è uno strumento di compliance che serve a orientare il contribuente sulla coerenza tra il reddito del proprio nucleo familiare e le spese sostenute nell’anno.
Per dare inizio al test occorre indicare la composizione della famiglia e il comune di residenza. Vanno poi inserite le spese più significative sostenute dal nucleo familiare durante l’anno. Le voci di spesa sono state aggregate in 7 macro-categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, spese varie, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Terminata la compilazione, appare un messaggio di coerenza (“semaforo” verde) o di incoerenza (“semaforo” rosso).

giovedì 15 novembre 2012

Una voce di notte


Salvo Montalbano, per gli amici il Commissario Montalbano, ritorna in scena il giorno del suo 58esimo compleanno. L'età avanza, e Salvo non ne vuole proprio sapere di prendere atto di questa realtà.
Il progredire anagrafico del portagonista si sente tutto e si riflette anche nella prosa di Camilleri, più vernacolare dell'usuale, più compiacente del solito verso quell'animo siciliano che guarda il mondo in modo un po' gattopardesco, tutto sommato disilluso e cinico.
I personaggi di sempre rispondono all'appello: Catarella, fonte inesauribile di calembour e di pasticci linguistici; il vice Mimì Augello, meno "fimminaro" del solito, ma spalla narrativa affidabile; il medico legale, Pasquano, pronto a riversare su Montalbano la sua scostanza ruvida piena di affettuosa simpatia; e poi Fazio, con i suoi "pizzini", con la sua passione anagrafica e con quel consueto "già fatto" che contrappone alle idee investigative del commissario, facendogli "vidiri russu" e rischiando di procurargli un eccesso di bile continuo.

mercoledì 14 novembre 2012

La diversità paga


Affidare una organizzazione ad un gruppo di top-menager che non hanno caratteristiche omogenee tra di loro, ovvero di gente molto diversa per cultura, estrazione, provenienza, è una buona o una cattiva idea?


Da un lato, si potrebbe ipotizzare che una diversità di questo tipo generi conflitti, incomprensioni, divergenze e fratture nella leadership strategica dell'azienda, con il rischio di una sostanziale ingovernabilità dei processi.
Dall'altra, si potrebbe supporre che, di contro, la "diversità" sia un fattore chiave del successo, e che la stessa consenta all'organizzazione di raggiungere una prospettiva strategica più ampia, proprio grazie alla pluralità di backgrounds dei manager, alla contaminazione tra esperienze diversificate, all'assenza di un pensiero unico, di un main-thinking che, ove si avventurasse per un sentiero non corretto, non avrebbe alcun momento dialettico di confronto.
Il dubbio è legittimo.

giovedì 8 novembre 2012

I servizi pubblici e gli obblighi occulti di privatizzazione



Nel nostro Paese, ormai da molto tempo, si sta consumando una lotta paradossale tra il Legislatore (figura sempre più anonima e non rappresentativa) ed i cittadini: la lotta, per essere chiari ed entrare subito nel merito, tra il Legislatore che, preso da una sacra infatuazione liberista, vuole imporre la privatizzazione dei servizi pubblici locali (leggi: la vendita a privati delle società pubbliche che oggi erogano questi servizi) ed i cittadini che, presi da un altrettanto sacro fuoco del "bene comune", vogliono assolutamente che i servizi pubblici locali (e soprattutto il servizio idrico) siano saldamente e durevolmente affidati alla gestione degli enti pubblici.
Sulla materia del contendere non c'è molto da dire: si tratta di due posizioni che paiono entrambe ideologiche, potendosi piuttosto ritenere che il giusto mezzo andrebbe ricercato nella possibilità delle singole amministrazioni locali (che rappresentano, o dovrebbero, il proprio territorio e la propria comunità) di scegliere come comportarsi, rimanendo la privatizzazione una possibilità, così come una possibilità dovrebbe rimanere quella di mantenere la gestione pubblica (a patto sia quantomeno equivalente dal punto di vista economico).
La storia del conflitto, d'altro canto, è nota e sembrerebbe ormai stabilmente volta alla vittoria del "bene comune": tralasciando i dettagli, nel 2008 la norma interviene imponendo l'affidamento tramite gara ed impedendo gli affidamenti diretti a società totalmente pubbliche; dopo una lunga campagna referendaria, nel 2011 questa norma (il mitico articolo 23 bis) viene abrogata dal voto popolare, spinto dalla preoccupazione per l'acqua pubblica, ma riguardante tutti i servizi pubblici locali; il legislatore interviene nuovamente riproponendo nella sostanza la medesima disciplina previgente al risultato referendario (escludendo, però, il servizio idrico); viene adita la Corte Costituzionale che dichiara incostituzionale il secondo intervento legislativo, violando lo stesso la volontà popolare acclarata nel 2011.
Bene. La partita sembrerebbe chiusa. Ma non è così.

lunedì 5 novembre 2012

Il paradiso degli orchi


La Parigi di "Il paradiso degli orchi", romanzo inaugurale del ciclo di Malaussène (serie di romanzi che ha fruttato a Daniel Pennac una indiscussa notorietà), è quella del quartiere Belleville. Al suo interno, il micro-cosmo, in qualche misura asfittico, di un centro commerciale. Il protagonista è Benjamin Malaussène, di professione "responsabile del controllo tecnico", in realtà "capro espiatorio". E non in quanto vittima involontaria, bensì come complice puzzolente (e sì, perché il capro espiatorio puzza, e puzza inevitabilmente di capro) di un infernale sistema di potere: il potere del consumo.
Il centro commerciale vive la sua vita ordinaria, con i clienti che vanno e vengono, e che ogni tanto tornano per manifestare il proprio disappunto, con Malaussène che viene chiamato, assume su di sé l'universo intero delle colpe possibili per l'inconveniente lamentato del cliente di turno, si fa volontariamente e voluttuariamente annientare, lo muove a compassione e lo spinge, attanagliandolo con il senso camaratesco della sventura (quella sventura che avverte ogni vittima del sistema), a ritirare il proprio reclamo.
E poi, ad un certo punto, una bomba. Anzi, una serie di bombe. Ma bombe intelligenti, di quelle che colpiscono solo chi devono colpire, che uccidono i predestinati.