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venerdì 8 marzo 2013

Mario Draghi: ce ne sbattiamo delle elezioni e del governo...

Mario Draghi

Oggi Mario Draghi, dopo il board Mensile della Bce che ha lasciato invariato il tasso di rifinanziamento allo 0,75%, ha fatto, come di rito, la prevista conferenza stampa.
Ovviamente, come governatore, ma soprattutto come italiano, è stato interrogato sulla situazione italiana. Qualcuno si aspettava che si strappasse i capelli?
E invece, eccola la risposta:
Dopo un certo eccitamento iniziale i mercati sono tornati, più o meno, sui livelli ai quali erano prima delle elezioni italiane... Le consultazioni elettorali fanno parte della democrazia, i mercati in questo momento sono meno impressionati dei politici e di voi
Come dire: "Non state ad inventarvi scuse, miei cari connazionali... lo spread, i mercati... vi siete cacciati nei casini e non ne uscirete un'altra volta invocando il rischio Grecia, il rischio default. Avete tutto il tempo di trovare una soluzione. Spaccatevi le corna, sbattete la testa al muro, e trovate il modo di cavarvela. Non ci sono scorciatoie".
A ben guardare, non si tratta affatto di una provocazione. 
Draghi, per sua stessa ammissione, è pienamente convinto che il risanamento dell'Italia procede anche senza un nuovo governo.

Gran parte degli aggiustamenti di bilancio continuano a essere in vigore come se ci fosse un pilota automatico e quest'anno [vengono a scadere] bond del governo di circa 30 miliardi inferiori a quelli dello scorso anno.
Nella sostanza, quelli di prima sono stati tanto bravi da mettere su un meccanismo stile americano: lì c'erano, e sono scattati nonostante Obama e i suoi disperati tentativi, i tagli automatici alla spesa pubblica.
Da noi ci sono gli aumenti automatici delle tasse (fra qualche mese, se nessuno farà niente, l'aliquota ordinaria dell'Iva crescerà di un altro punto... tanto per fare un esempio).
Monti vs Obama

E quindi, vista dalla prospettiva di Draghi e dei mercati, meglio che non ci sia un nuovo governo: "Vuoi vedere che arriva qualcuno che, per mettersi d'accordo con Grillo, è costretto a fare qualche fesseria? [ndr: trattasi di libera interpretazione del pensiero di Draghi]".
Certo, non si può andare avanti troppo: prima o poi i mercati potrebbero svegliarsi. 
E pur tuttavia, davanti all'eventuale attacco speculativo al debito sovrano, potrebbe essere preferibile nessun governo, piuttosto che un governo "di protesta".
Giorgio Napolitano
L'attivazione del cosiddetto Omt (Outright Monetary Transactions) -- ovvero la rete di salvataggio approntata dalla Bce attraverso il programma di acquisti di titoli di Stato -- necessita, infatti, della richiesta formale da parte del Paese interessato insieme alla sottoscrizione di una serie di impegni per la riduzione del debito.
Ma chi fa la richiesta? 
Se c'è un Governo in carica, deve sicuramente essere il Primo Ministro, il che significa che un Premier pazzerello potrebbe pure, per compiacere Grillo, non richiedere l'intervento della Bce (intervento che sicuramente costerebbe caro in termini di rigore sui conti e di mancato compiacimento all'elettorale protestante e rabbioso a cui il Movimento 5 Stelle ha fatto e farà a lungo l'occhiolino), rendendo in tal modo inefficace il magico grimaldello di Draghi e aprire la strada alla crisi finanziaria sistemica e contagiosa.
Ma se non ci fosse un Governo nei pieni poteri, magari la Bce potrebbe accontentarsi della richiesta di un Presidente della Repubblica saggio ed autorevole....
Siamo sicuri, quindi, che si sia tutta sta urgenza di fare un governo appapocchiato?

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