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"Con la virtù come guida e la fortuna come compagna"
(Cicerone)

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domenica 24 febbraio 2013

Nel silenzio


Signori e signore, oggi si vota. È finita. Archiviata la compagna elettorale, il dibattito, un po' gridato, sull'IMU, su MPS, sullo spread ed altre amenità simili, il tutto finisce nelle urne, inondate dalle speranze (molte) degli italiani, ma anche dalle loro illusioni e dalle loro disillusioni.

E alla fine, cosa resta di tanto cianciare?
Certamente, non resterà niente di tutto l'affannoso dibattito sulle alleanze, e non perché non siano importanti  quanto piuttosto perché  con il numero dei seggi alla mano, tutte le analisi e le riflessioni di ieri saranno mere parole scritte sulla sabbia ed ognuno, ma proprio ognuno, si confronterà con la pragmatica necessità di mettere insieme una maggioranza sia alla Camera, sia al Senato.
Certamente, non resterà niente, o quasi, delle mille promesse, della restituzione dell'IMU, delle elargizioni generose al mondo del lavoro, alla scuola, alle imprese ed alla ricerca: tutti fari luminosi che si spegneranno, infrangendosi sul terribile scoglio dei conti pubblici e delle risorse che non ci sono e che, a lungo, non ci saranno.
Tuttavia, qualcosa resterà.

Resterà una protesta rabbiosa ed arrabbiata, saldamente inserita nelle istituzioni, una protesta che bisognerà imparare a governare, cercando di incanalarla nel solco delle leggi, dei regolamenti e della mediazione politica, per evitare che divenga una bomba ad orologeria per il Paese e per le sue istituzioni democratiche.
Resterà, soprattutto, una "economizzazione" della politica che non promette niente di buono: un mondo in cui l'unica cosa che pare avere importanza è l'andamento del PIL, tema sicuramente fondamentale, che però è il presupposto e non la finalità della vita democratica e del comune coesistere.
Un mondo, insomma, in cui l'unica preoccupazione sarà quella di aver maggior reddito disponibile, diventando indifferente se, con le tasche piene, non si possono e non si potranno esercitare i propri diritti, se non vi sarà una strada per la felicità individuale, per la realizzazione personale, per l'esercizio delle proprie aspirazione e per la piena esplicazione della propria personalità giuridica, psicologica ed emotiva.
Il momento è critico, ed il silenzio vi si addice.
L'importante è che sia silenzio di riflessione e non mera sospensione fremente, in attesa dei primi exit poll.
Buon voto a tutti

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